Vesuvio 18 marzo - 9 aprile 1944

L’unico vulcano ancora attivo sul continente europeo è il Vesuvio. Attualmente si trova in fase di quiete.

Non tutti sanno, e questo mi ha sorpreso molto, che l’ultima eruzione del Vesuvio non risale a secoli fa ma, al 18 marzo 1944.


Le cronache dell’epoca sono molto ricche di particolari ma forse la descrizione migliore e quella dell’allora direttore dell’osservatorio Vesuviano, Giuseppe Imbò.


Il 18 marzo
, si ebbero forti esplosioni. L'attività fu caratterizzata da zampilli lavici all'interno del cratere e da colate laviche che fuoriuscirono da una frattura sul lato est: tale colata attraversò l'Atrio del Cavallo e puntò verso Massa e S.Sebastiano con una velocità di 50-100 Km/h.

Il 21 marzo la cittadina di S.Sebastiano al Vesuvio ed il paesino di Massa furono distrutti. Una piccola colata discese il pendio ovest del vulcano, inghiottì la funicolare e passò sopra i binari dell'antica ferrovia a cremagliera. Iniziò dal cratere centrale una nuova fase caratterizzata  da violente profusioni di colonne e fontane di lava che raggiunsero un'altezza di alcuni chilometri

 

Imbò tentò, senza successo, di convincere gli alleati (era in corso la seconda guerra mondiale) affinché predisponessero misure per la salvaguardia della popolazione civile e per lo sgombero del campo d'aviazione di Terzigno, che sarebbe stato presumibilmente esposto alle colate di fango del vulcano.

 

Successivamente si ebbe una fase di "esplosioni miste"; durante l'ultima fontana lavica, si notarono emissioni cineree scure, che, in seguito, dettero luogo ad una grossa nube di circa 5 Km di altezza, con emissioni di bombe vulcaniche.

Questa fase durò ininterrottamente fino al giorno 22 che può essere considerato come quella della fase di massima intensità del parossismo eruttivo. Le ceneri della nube vulcanica furono prese dal vento e trascinate fino in Albania a circa 500 Km di distanza, Napoli fu favorita dalla direzione dei venti che allontanarono dalla città la nuvola di cenere e lapilli

A questa fase si deve l'attuale conformazione esterna del cratere vesuviano.


L'ultima fase è quella sismo-esplosiva in cui si produssero forti terremoti, mentre l'andamento esplosivo perdeva la sua regolarità e potenza, fino a che il 9 aprile si ebbe la chiusura completa del cratere.

 

Paesi più danneggiati dai depositi piroclastici da caduta furono Terzigno, Pompei, Scafati, Angri, Nocera, Poggiomarino e Cava. Gli abitanti di S. Sebastiano, di Massa e di Cercola, circa 12.000 persone, furono costretti all'evacuazione.

 

I danni prodotti dall'eruzione furono:
● 26 persone morte nell'area interessata da ricaduta di ceneri a causa dei crolli dei tetti delle abitazioni;
● 2 centri abitati in parte distrutti dalle colate laviche;
● 3 anni di raccolti persi nelle aree interessate da ricaduta di ceneri

 

L’osservatorio vulcanologico del Vesuvio viene costruito negli anni che vanno dal il 1841 e il 1848, a solo 2 Km. dal cratere del Vesuvio e risulta essere il più antico al mondo. Attualmente il centro operativo dell'Osservatorio è stato spostato a Napoli, ma è collegato in tempo reale alla rete di sensori posti a guardia oltre che del Vesuvio, di tutti gli altri vulcani della Campania (Ischia e Campi Flegrei).

 

Molte sono le strade per raggiungere la cima  del Vesuvio, le più agevoli sono quelle che partono da Ercolano, da Torre del Greco e da Boscotrecase, al termine delle quali comodi sentieri portano fino alla sommità, dove la vista può spaziare sui golfi di Napoli e di Salerno, in uno scenario di intensa bellezza, unico al mondo.
foto di  Napoli Vista dal Vusuvio



Foto By Agostino D'Antonio


Commenti
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pippo  - okkime   |79.3.60.xxx |20-09-2008 16:29:20
la campania e i campani sono le cose piu belle del mondo
Pietro  - Foto del Vesuvio   |87.7.9.xxx |27-09-2008 00:34:52
Agostino mi mandi delle foto del vesuvio in modo da poterle mettere su questo articolo. Grazie Pietro
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