Da qualche giorno ho ricevuto questa mail da una mia amica che lavora in Alitalia. 
Voglio solo dirvi che quando ho letto questa mail mi è venuta la pelle d’oca, perché se dovessi descrivervi la mia amica è: “ solare, intelligente, spigliata, colta (ma sul serio) è generosa.
Ora ho la pelle d’oca piccola scusa per non aver capito il momento che stavi attraversando…..
                                                            
 Amici miei carissimi,
so che siete preoccupati per le cose che si sentono al tg, perchè da settimane ormai noi dipendenti Alitalia siamo sempre in prima pagina... bhè, volevo rassicurarvi: sto bene, ancora lavoro, e forse questo 27 mi pagano pure lo stipendio. Solo che ormai non ho tempo per voi...come vedete dalla foto io ed Elena ormai siamo impegnate in manifestazioni, sit it davanti ai ministeri, proteste, scioperi...e, sinceramente, noi "privilegiati" abbiamo poco tempo da perdere con voi comuni mortali....
Questa è davvero una situazione paradossale, mi sveglio ogni mattina dopo incubi su incubi, e mi pare di viverne uno ancora più grande.. perché  il punto non è se sto lavoro lo perdo o no, il punto è tutto lo stress che sto accumulando in questa situazione di limbo totale.
La verità è che noi lavoratori Alitalia non ce la facciamo più.
I mass media continuano a dire mezze verità, a farvi credere cose che non esistono, a far passare lupi per agnelli, e bastardi per salvatori della patria... Cercherò di spiegarvi in breve qualcosa che anche per noi che la viviamo dall'interno, è difficile da spiegare.

Alitalia non è un problema di un'azienda in crisi, Alitalia nasconde le porcate di anni di malgoverno, racchiude tutti i luoghi comuni della peggiore delle "Italiette", è una questione di stato perché sono coinvolti, per ovvi interessi economici e politici, tutti i politici appunto, governo attuale e precedente.
Colpa del governo precedente non avere affrettato la trattativa con Air France.
Colpa del governo attuale aver imposto la trattativa con CAI.
Ci è stato sbattuto in faccia un contratto che farebbe vergognare pure un contadino argentino, di cui a noi lavoratori sono state propinate solo svariate bozze, incomplete e assurde nella forma, in cui siamo passati da un abbattimento dello stipendio del 40% fino al 7%.. finche, per parare le apparenze, qualcuno ha detto: gli stipendi non si toccano. Ma lavorate di più, aumentano le ore di lavoro. E allora, se la matematica non è un opinione, questo è comunque un abbassamento del costo del lavoro. Un contratto fantasma (aleggiava su di noi senza che nessun sindacato si degnasse di farcelo leggere) che, tra l'altro, prevedeva l'eliminazione della 14ma e il taglio dei cosiddetti benefit che fanno di noi dei "privilegiati"..
Siamo seri, vi sembro una privilegiata???... Oh, certo, ho lo sconto sui biglietti aerei, DOPO 9 ANNI DI AZIENDA, ma non dimenticate che mi sveglio tutti i santi giorni alle 4.30 per andare a lavorare, che lavoro Natale, Pasqua e Ferragosto, che faccio una turnazione praticamente su 24 ore, che, dopo 9 anni, il mio stipendio base è di 850euro. Avete letto bene, ottocentocinquanta euro. Io non mi sento una privilegiata.
Senza dire poi degli sputi ed insulti di cui quotidianamente siamo oggetto, e vi assicuro che negli ultimi mesi non c è giornata in cui qualche passeggero non ci auguri di fallire e di restare in mezzo ad una strada.
Uno stress che certo non vale un biglietto aereo, visto che se mi guardo allo specchio vedo una persona molto diversa da quella che ero anni fa. Ve lo dico apertamente, io non sopporto più la gente, mi da fastidio pure fare la spesa perché non sopporto più nessuno. Qualcuno mi ha chiesto com'è l'umore... è questo. Non ce la facciamo più. Abbiamo fatto nottate davanti al Ministero del Lavoro per seguire le trattative, per capire cosa aspettarci dal nostro futuro, e oggi questo futuro è totalmente incerto e non per mia volontà, ma per come schifosamente vanno le cose in Italia.
Lo so che il problema del lavoro lo hanno avuto tanti di voi ma.. forse avete avuto la fortuna di viverlo in maniera privata, o condividerlo con chi volevate. Io no. Perché chiunque mi vede in divisa, o sa che lavoro in Alitalia si arroga il diritto di dire qualcosa, di giudicare, di criticare, di girare il coltello nella piaga. Desidero solo rinchiudermi dentro casa e non sentire nessuno che ha qualcosa da dire sull'argomento.. perchè cose intelligenti da dire non ce ne sono, perché tanto il mio futuro, e quello di tante persone a cui voglio bene, lo sta decidendo qualcuno che si fa le leggi ad hoc per evitare incriminazioni per il falso in bilancio, qualcuno che toglie l'ici ma.. vi siete chiesti su cosa me la toglie l'ici se con 850eu di stipendio una casa non me la posso certo comprare?!..
Meno male che ci ha pensato mia madre.. ed è triste vivere in una realtà dove so che non potrò mai fare altrettanto per i miei figli, dove mi convinco sempre più a non averne di figli, perchè non saprei di che camparli e soprattutto non mi piace l'idea che possano crescere in un Paese che sta andando allo sfascio come questo.
Questa situazione ha del paradossale. Scusate i miei lunghi silenzi, che già mi appartengono di carattere e che queste vicende hanno ulteriormente consolidato. In certi giorni non ho davvero la forza per mandare un sms o fare una telefonata. Perchè ormai noi dipendenti Alitalia viviamo col telefonino attaccato all'orecchio, pronti a ricevere ogni novità, nella speranza di una buona notizia, in un continuo passaparola di informazioni che riusciamo a rubare qua e la perché vi assicuro che sta trattativa-farsa ha avuto i toni di una trattativa carbonara.....il segreto su tutto....neanche stessero decidendo il destino dell'Universo...
Difficile focalizzare l'attenzione su qualsiasi altra cosa...
Difficile mantenere la calma, l'equilibrio.. già ne avevo poco prima, figuratevi ora!
Ci sono giorni in cui spaccherei tutto per la rabbia e altri in cui vorrei piangere a dirotto. E con me tante persone a cui sono legata.. e che magari vivono molte più incertezze delle mie, che magari hanno mutui che non sanno come pagare se salta la baracca, e tante altre situazioni che, più o meno, ognuno di noi vive.
Insomma, è un brutto momento. E' l'incertezza che logora, questo continuo rimandare una soluzione definitiva che, nel bene o nel male, sarà definitiva.
Qualcuno di voi mi ha chiesto cosa rischiamo.. non lo so. Non lo sa nessuno. Forse la cassa integrazione.
Forse uno stipendio ridicolo. Forse la perdita del  lavoro.
Domani sono in turno. Almeno per un altro giorno, un lavoro ce l’ho.
 
Attenzione alla guerra tra poveri, oggi all’alitalia domani…. ? Dividi et Impera usavano dire i romani.

Commenti
Cerca
Francesco  - ma.....   |78.134.11.xxx |09-10-2008 15:23:27
Esprimo solidarietà per come questa lettera descrive lo stato di sofferenza di una persona che vive senza più nessuna certezza e che subisce costanti critiche da coloro che si avvicendano nel suo ambiente di lavoro. Purtroppo però io penso che gran responsabilità di questa sua condizione sia da imputare proprio ai suoi colleghi che in modo molto subdolo hanno esultato alla notizia di un fallimento di una trattativa salva azienda e posti di lavoro. E questo a mio parere è costato caro a molti dipendenti di Alitalia, anche se oggi si trovino in una condizione di lavoro non condivisibile con le contrattualizzazioni redatte dal nuovo soggeto.
Benvenuta in Italia (non statale!)
alessandra   |151.32.28.xxx |11-10-2008 07:52:43
Pur non condividendo chi ha esultato, io sono tra quelle che Cai non la voleva e tuttora non la vuole. Non mi sento però di condannare chi ha esultato.. per il semplice motivo che la tensione in quei giorni era altissima, e posso ben capire, se pur non condividere, tali gesti estremi. La contrattazione purtroppo non è stata in alcun modo influenzata da noi, purtoppo! E non la chiamerei "salva azienda".. per il momento la trattativa ha salvato solo i debiti di Toto! Ma una parte di responsabilità nostra c'è: nel fatto di fare spallucce davanti a situazioni che si protraevano da anni, nel fatto di accontentarci del poco senza avere ben chiaro che tipo di potere il lavoratore ha in mano: la colpa è tutta nostra in quanto non siamo stati mai in grado, nè hanno voluto darci gli strumenti per esserlo, di rappresentare, tramite i sindacati, una vera forza contrattuale, legittimando, in questo caso, azienda e sindacati a giocare una partita dove il lavoratore, come tante altre realtà in Italia, viene solo considerato come numero da eliminare o ricollocare.
Ti assicuro che in questa partita tutti hanno solo fatto i propri interessi, non certo i nostri, e al di la del mio sfogo, e della mia situazione personale che certo non è peggiore di tante altre in Italia, trovo davvero un aspetto tristissimo per quanto riguarda in generale la condizione dei lavoratori nel nostro paese. E' questo, tra le altre cose, che fa piu male. Una realtà intorno che comincia ad essere non più sostenibile, per me e per tutti.
Francesco  - chissà, se...????   |79.13.153.xxx |12-10-2008 13:22:53
Concordo con te.
Mi chiedo, alla luce di quanto sta accadendo nel mondo della finanza e dei mercati interbancari, come si sarebbe risolto il nodo Alitalia, se fosse stato trascinato fino ad oggi? Oppure come avrebbe affrontato la crisi economica Airfrance se avesse acquistato Alitalia all'epoca dei fatti?
Pietro  - re: chissa se   |79.13.153.xxx |12-10-2008 13:51:59
Io penso che il termine della questione non sono i se ed i ma, con quelli non si è mai andati da nessuna parte. Le cose che ci devono far riflettere sono altre. La superficialità con la quale questa vicenda è stata condotta, come altre, denotano che il livello qualitativo della classe dirigente del nostro paese si sta abbassando pericolosamente. A questo se viene aggiunto che agli italiani sono stati tolti i poteri fondamentali, come ad esempio quello di scegliere i propri rappresentanti allora traete voi le conseguenze. Vorrei precisare che parlo in modo generale nel senso che la destra e la sinistra hanno le stesse pecche, chi più chi meno, ed entrambi sulle stesse vicende si sono comportati con la stessa superficialità.
Per fortuna che in qualche modo si sia giunto ad una soluzione.
Ale lo so che alla fine stanno giocando con la tua vita ma, finalmente si è giunto alla fine, il risultato primo o poi lo saprai.
Ecco il vero problema dell’Italia c’è qualcuno che le cose le fa ed altri che non le fanno, in altri paesi si parla invece di fare le cose (su questo non c’è dubbio) ma, farle bene.
La mia paura è che se abbassano la qualità della vita dei lavoratori pubblici, noi privati che già c’è la vediamo nera dove andremo a finire?
Inoltre se Alitalia perde 2 milioni di euro al giorno non è certo solo per gli stipendi dei dipendenti e dei piloti, perche qualcuno non è andato a vedere quanto guadagnava il vecchio amministratore delegato, e quali sono state le scelte strategiche sbagliate, fosse solo per non ripeterle.
Ma penso sempre più spesso che il solo sperare non basta più, bisogna che noi Italiani facciamo di più e che lo facciamo presto
Paolo  - non se... non ma.... però, come e quando cambierem   |88.149.228.xxx |12-10-2008 14:59:47
Già quando e come gli Italiani usciranno da un letargo socio-economico paradossale e privo di ogni istinto al risveglio e di ogni reazione coatruttiva??
Quando finiremo a dare voti di scambio? Quando usciremo dall'assurdo ruolo che ognuno di noi riveste nell'accettare un accordo o una condizione, discussa da un sindacato politicizzato e conflittualmente inadempiente al ruolo di un vero tutore? Quando i giovani di questo paese si imporranno alla conquista di cariche importanti e di posizioni che richiedono la qualifica di persone, come neolaureati con master di ogni tipo?
Quando e poi come, faremo ad ottenere
un po di queste cose?
Mi è piaciuto molto il concetto espresso da Antonio Caprarica nel suo ultimo libro "Gli italiani la sanno lunga... o no!?" che invito ogni giovane Italiano a leggere al fine di risvegliare in ognuno di noi lo spirito giovanile che predominava nell'Italia del dopoguerra... Il cancro di questo paese è la pigrizia dei giovani, immortalati in un sitema di "attesa" finchè il politico o il potente di turno non disegna il proprio destino a favore dei suoi interessi.
Bbbbbeeeeeeeeeeppppppp!!! Bbbbbeeeeeeeeeeppppppp!!!
Bbbbbeeeeeeeeeeppppppp!!!
Bbbbbeeeeeeeeeeppppppp!!!
E' l'ora della sveglia....
alessandra   |151.32.25.xxx |13-10-2008 07:16:39
rispondo a francesco: airfrance è una compagnia che dieci anni fa era, non dico nelle stesse condizioni di alitalia, ma cmq in grave crisi. grazie ad un'attenta politica amministrativa e di sviluppo ora è credo tra le prime tre compagnie al mondo. quindi penso che ne hanno di cose da insegnare a noialtri... e rispondo a pietro: hai colto il nocciolo reale della questione. oggi tocca a noi, come è gia toccato a tanti altri lavoratori... i prossimi saranno lavoratori di altri settori.. il punto non è cosa vivo io oggi ma cosa vivremo noi tutti domani. è questo che mi sconcerta. il non vedere luce da nessuna parte. mi sento di vivere in una dittatura legalizzata mascherata da democrazia. ognuno tragga le proprie conclusioni...
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."