Roberto Saviano
Biografia
Nasce a Napoli il 22 settembre 1979, è giornalista, scrittore e autore di reportage.
Si laurea a in Filosofia presso l’ Università agli studi di “ Federico II di Napoli dove è allievo del Prof. Francesco Barbagallo professore ordinario di Storia Contemporanea e direttore del Dipartimento di Discipline Storiche dell'Università di Napoli Federico II.
Roberto come giornalista Collabora con L'espresso e La Repubblica.
I suoi reportage e racconti sono stati pubblicati da varie testate e sono inclusi in diverse antologie fra cui Best Off. Il meglio delle riviste letterarie italiane (Minimum Fax 2005), e Napoli comincia a Scampia (L'Ancora del Mediterraneo 2005).
Raggiunge la fama con il libro Gomorra, che è un atto di accusa contro il sistema delle organizzazioni criminali della Camorra. Scritto con intelligenza è un mix tra romanzo e reportage. Ha venduto oltre 1,8 milioni di copie solo in Italia ed è stato tradotto in 43 paesi.
Il giovane Saviano dal 13 ottobre 2006 per via del successo del libro, per le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e per via delle minacce subite durante il Processo Spartacus, viene messo sotto scorta ed è costretto a lasciare Napoli.
Gomorra diventa anche un film (uscito nelle sale italiane il 16 maggio 2008), candidato nel settembre 2008 a concorrere al premio Oscar come miglior film.
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Da una mail arrivata in redazione il giorno dopo la presenza di Saviano a Matrix

CHI BRUCERA' ALL'INFERNO
Negli ultimi giorni ha ripreso vigore il processo mediatico della nostra amata regione la Campania. In questi giorni nei tiggì e sui giornali, ha fatto tanto odiens Roberto Saviano.
Ieri era ospite di Mentana.Mi ero prefisso di non guardalo, data la scarsa scelta di programmi tivvù e poi, visto che si parlava della provincia di Caserta, dove io vivo, ho scelto di guardarlo. Infondo Saviano è un eroe.Sì, lo voglio ridire, un “Eroe”.
Per essere degli eroi mica bisogna per forza aver fatto la guerra del 15-18. Non si deve mica andare in Iraq e cadere con un caccia, per essere eroi.
Non basta alzare la coppa del mondo al cielo per essere eroi.
Venite ad abitare nella provincia di Caserta e capirete quanto è difficile essere Eroi. A dieci minuti da dove abito c'è un paese che ultimamente è saltato all'onore delle cronache, si chiama Casal di Principe. E' l’ area di potere del clan dei Casalesi.
Conosciamo tutti cosa ha scritto Saviano, o almeno spero, ognuno di noi ammira il suo coraggio e si sdegna per la realtà del Sud.
Mi auguro che qualcuno abbia capito che a casa mia lo Stato è assente.
Roberto Saviano probabilmente se ne andrà. Via, all'estero. A bere una birra con le ragazze, a giocare a pallone, a vivere come dovrebbe vivere un trentenne.
Ha denunciato il marcio, ciò che dalle mia parti tutti, ripeto, TUTTI sapevano.
Ora è come un morto. La camorra non dimentica l’esempio è quel gestore di scuola guida ammazzato a Castel Volturno qualche tempo fa solo perché sette anni prima aveva denunciato un tentativo di estorsione.
Peggio, è come un appestato a cui si augura di morire presto per non mischiare la sua peste a chi gli è vicino.
Dalle mie parti si dice ancora "chi gliel'ha fatto fare?", oppure "Ora si lamenta! Poteva pensarci prima di scrivere ciò che ha scritto" e anche "C'ha fatto fare la figura dell'Africa!"
E quale figura avrebbero potuto fare certe persone? In un lembo di terra dove su una popolazione di meno di centomila abitanti, dodici mila persone hanno il 416Bis.
Dodicimila su poco meno di centomila persone.
Non è un piccola cittadina, questo è un esercito.
Mala vita? Ma quale Mala Vita? Questo è un Altro Stato.
E questi sono solo quelli col 416B, poi ci sono gli affiliati, i fiancheggiatori, i protetti, la bassa manovalanza. Non mi stupirei se invece del 20%, più del 50% della popolazione di questi tre paesini ha rapporti con questi barbari invasori, italiani come noi, col nostro stesso cognome, il nostro dialetto, il nostro Dio.
Dalle mie parti si muore, la gente lo sa e non se ne interessa. E alle volte mi chiedo ma, oltre ad indignarsi che può fare.
Uno solo l'ha fatto e ora deve scappare.
Lui va via perché lo Stato non è in grado di difenderlo, perché non vuole essere responsabile, della vita sua e dei suoi familiari, anche delle vite dei ragazzi della sua scorta.
Lui fa bene. Io farei lo stesso e, in verità, ci sto provando ad andarmene a Roma.
Un poco perchè lì vive la mia donna e un poco perchè qui non si vive, al massimo si sopravvive.
A casa mia si muore. Si vive come vivono i morti.
Si ha paura di rispondere male a chi ci insulta con la sua arroganza, si ha paura di andare in certe zone, si ha paura di guardare male chi ci sorpassa. Si paga il pizzo, si paga lo strozzino, ci si abitua a chi viene a dirti che "qui comandiamo noi", ci si abitua ai soprusi, ci si sta zitti.
Qui si muore.
Lui va via, voi cambiate canale e guardate King Artur o Zelig o Amici.
E noi?
Noi abbiamo perso di nuovo.
Noi al Sud abbiamo perso ma tanto noi ci siamo abituati, vero?
Siamo terroni, napoletani, poco meno che civili, siamo collusi, siamo abituati a questo stato di cose, siamo perdenti nati.
A me sembra che abbiamo perso tutti, tutti, noi e voi che ridete e che magari sbuffate per questo mio scritto, Attenti la mafia è un parassita e come tale ha bisogno di nuova carne per nutrirsi.
Abbiamo perso tutti.
Noi abbiamo perso ora e perderemo sempre ma voi che pensate che queste cose non vi riguardino brucerete all'inferno.
Ridete ora.
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Per chi volesse contattare lo scrittore vi segnaliamo il suo sito ufficiale www.robertosaviano.it  

Commenti
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pete  - Gomorra   |87.18.157.xxx |01-11-2008 04:31:53
Il libro di Saviano è una fotografia del territorio in cui vivo, una fotografia che fa vedere cose che sono sotto gli occhi di tutti. Cose che fino all'uscita del libro sembravano fine a se stesse, senza importanza. Questo libro apre la mente ma, ci si rende conto che i cittadini campani ancora non sono pronti. Inoltre in questo periodo di crisi non penso che lo stato voglia fare guerra all'unica economia in crescita.
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