Facendo un giro sui vari siti delle comunità campane all’estero e sui siti degli organi di istituzionali degli Italiani all’estero ci si rende conto del disagio scatenato dai tagli previsti per il 2009.
Per gli organi diplomatici, i Comites (Comitati Italiani all’estero) e Cgie (Consiglio generale Italiani all’estero) il taglio è di 50 milioni di euro, poiché il Budget passa dagli attuali 82 miliardi a 32 miliardi per il 2009.
I comites e cgie sono stati istituiti con lo scopo di favorire l’integrazione dei nostri connazionali in Paesi esteri, tenere vive le tradizioni, pubblicizzare la nostra cultura in quei paesi, favorendo scambi interculturali e nuove possibilità alle nostre imprese.
Hanno ricevuto una forte spinta da quando si è dato la possibilità ai cittadini Italiani residenti all’estero di partecipare alle elezioni politiche in Italia. Ad un cero punto ci si è ricordati anche di loro. Con grosso sforzo economico si sono create delle strutture, e dopo anni di lavoro si iniziavano a vedere i primi risultati, un esempio è la prima conferenza dei giovani italiani nel mondo che si terrà a Roma dal 10 al 12 Dicembre.
Pur tenendo presente l’attuale situazione dei mercati e il rischio (quasi certezza) di una recessione mondiale. Pur prendendo atto che in Italia in questo momento le priorità sono altre e cioè quella di fare tagli per rientrare nei parametri imposti dalla Comunità Europea, e aggiungiamoci anche la necessità di fare cassa per coprire gli errori fatti da questo e dal governo precedente ( es. Alitalia).
Non riusciamo a capire come, questo governo possa solo immaginare che riducendo di oltre il 50 % il budget di determinate strutture esse possano continuare a funzionare e a dare la stessa qualità del servizio che hanno dato fino ad oggi.
I primi effetti di questi tagli sono stati la chiusura di alcune sedi consolari distaccate, l’accorpamento in un'unica missione diplomatica delle rappresentanze permanenti presso enti o organismi internazionali collocati presso la stessa città; la modifica delle circoscrizioni consolari e la ristrutturazione della rete degli istituti di cultura, anche in funzione della possibilità di ricondurne le attività all'interno di rappresentanze diplomatiche.
E chiaro a tutti che le nostre Istituzioni devono imparare a portare risultati e limitare gli sprechi ma, pensiamo anche che buttare anni di lavoro in nome del Dio Budget ci sembra effettivamente troppo. Senza dimenticarci dei nostri connazionali che ricadranno nel limbo dei senza terra.
Inoltre questa rete, che negli anni ha creato rapporti con le istituzioni di Paesi esteri può essere sfruttata per creare nuove opportunità per le esportazioni dei nostri prodotti visto che il nostro PIL (prodotto interno lordo) avrà segno negativo nei prossimi anni.

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