Benevento
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08 Ottobre 2008
Zero coordinate spazio-temporali: questo è il Six Day Sonic Madness Scalinate di pietra come labirinti, vicoli abbandonati e polverosi che portano al Castello, una vecchia cieca che si riposa accanto ad una fontana asciutta, e un silenzio intorno quasi lunare, spettrale, un silenzio innaturale e suggestivo, in questo afoso pomeriggio a Guardia Sanframondi. Un paesino sperduto nel niente, nell’entroterra desolato di un sud italiano così irreale e immobile da sembrare quasi America. L’America di certe estati torride, di lunghe strade deserte, puntellate solo da fatiscenti distributori di benzina, l’America dei paesaggi sconfinati percorsi da due Thelma e Louise scappate dalla routine quotidiana, l’America che ad ogni passo suona una canzone diversa, dove l’anima è rock, e folk, e jazz, e blues, e tutto e niente. E Thelma e Louise oggi siamo noi, con una mappa malconcia in mano a cercare questo minuscolo puntino di città del beneventano, dove gli uomini parlano di calcio e le donne stanno ferme sull’uscio della porta ad aspettare. Cosa. Chi. Chissà. Oggi l’attesa si chiama Six Day Sonic Madness.
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