I proverbi

I proverbi sono la massima espressione della cultura popolare.

Sono pillole di saggezza, nati in un tempo passato, quando la maggioranza delle persone era ignorante. Sono stati creati nella forma più idonea per poter essere ricordati e usati.
I significati di un proverbio dipendono dalla situazione, e  il loro ascolto "decontestualizzato",  può dar luogo a fraintendimenti sui loro significati originari.

Vi sono proverbi che colpiscono chiunque per la loro immediatezza e potenza semantica.

Luoghi comuni o perle di saggezza, questo non sta a me dirlo ma, di sicuro sono sempre azzeccati e non sbagliano mai.

Di seguito una serie di proverbi campani scritti in lingua originale e poi tradotti.

  • 'A capa nun s'à dda fà maje male paté                                                                          
     La testa non va fatta mai patire (soffrire)   
  • A Carn triste manco Cristo a vole
    I cattivi non li vuole neanche il Signore (I cattivi non muoiono mai)    
  • A buono 'ntennitòre poche parole
    A buon intenditore poche parole
  • A capa 'e sotta fa perdere 'a capa 'e còppa
    Il sesso può far diventare pazzi o scemi
  • Cu' tanta galle a canta' nun fa' maje juorno
    Quando comandano in troppi non si approda a nulla
  • Dicette 'o pappece 'nfaccia a' noce: damme 'o tiempo ca te spurtoso
    Disse il verme alla noce dammi il tempo che arriverò dove dico io
  • A speranza è ‘u ppane d’ì puverielle
    La speranza è il pane della gente povera
  • Nun mannà bbene ô pezzente ca nce ‘o ppierde
    Non far del bene ad un povero ché lo perdi.
  • Lo male è di chi lo sente, non di chi passa e tene mente                
    La sofferenza, il dolore sono di chi ce l'ha, non di chi passa e guarda.
  • L'omo senza vizzi, è lo primo scartafazio                                                        L'uomo senza vizi, è un buono a nulla.
  • Tre so' li putienti: lo Papa, lo Rre e chi no tene nienti.
    Tre sono i potenti: il Papa, il Re e chi non ha nulla.
  • Trova cchiù ambress' 'a femmena 'a scusa, ch'o sorece 'o pertuso
    Non far del bene ad un povero ché lo perdi.
  • A altare sgarrupato non si appicciano cannèle.
    A una donna ormai anziana non si  fa la corte.
  • U saziu nun crede a u diuno.
    Chi è sazio non crede a chi è digiuno.