Le Tradizioni Campane

La zeppola è forse il più antico dolce di Napoli. La ricetta è molto semplice, un po’ di farina setacciata, sale, acqua e vino caldi per ottenere un impasto morbido è liscio da cui si ottengono piccole ciambelle che ricordano la chiave della vita Egiziana, poi fritte in olio bollente ma non fumante, asciugate e spolverate con zucchero e cannella. Prima dell’arrivo dello zucchero si usava il miele, mentre la frittura spesso veniva fatta con lo strutto.

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La Pastiera è uno dei dolci simbolo della tradizione Napoletana in cui si incrociano le tradizioni familiari e la scuola pasticciera. Le sue origini sono legate ad un antica leggenda, secondo la quale una notte le mogli dei pescatori lasciarono sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d'arancio come offerta per il mare,affinché questo lasciasse tornare i loro mariti sani e salvi. Al mattino ritornate in piaggia per accogliere i loro uomini notarono che durante la notte le onde avevano mischiato gli ingredienti e che nelle loro ceste c'era una torta : "LA PASTIERA".

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Ricordo che quando ero bambino fin dai primi di dicembre iniziavano le grandi manovre in prossimità del Natale.
Il Natale in Campania è una festa da passare per forza con tutta la famiglia, zii cugini nonni e amici cari, sempre valido il detto “Natale con i tuoi pasqua con chi vuoi”.
A casa mia viveva la nonna, la mamma di mai madre, quindi tutti i parenti di mia madre (5 tra fratelli e sorelle tutti sposati con figli) venivano a passare la Natalità del Signore a casa mia.
Mio padre e mia madre iniziavano con il discutere sul numero di invitati, poiché dal numero di invitati si stabiliva in quale stanza si sarebbe consumata la cena della vigilia. In verità casa mia non era grandissima e l’unica stanza dove si poteva stare in più di 5 era il salone ma, mio padre provava sempre a piazzarci il presepe.

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Lan Sfogliatella è nata In un convento della Costiera Amalfitana. La ricetta di questo dolce creativo viene elaborata nello splendido convento di Santa Rosa, lungo la strada che da Amalfi si inerpica verso il cielo tra le gole e gli anfratti di Furore. Qui, come in tutta la terra delle Sirene, è lievitata la tradizione della pasticceria in Santità, come nel caso della melanzana con la cioccolata o degli infusi come il Nocillo o il Limoncello preparati dalle monache, che li commercializzavano per procurarsi reddito. Già perché al netto del tempo dedicato alla preghiera e alla contemplazione della spettacolare natura di questi luoghi, le suore di clausura curavano orto e vigna per poter essere autosufficienti e ridurre al minimo i contatti con l’ esterno sempre ricco di occasioni di peccare.

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