Personaggi illustri ed emergenti

Gennaro, Gennari, San Gennaro, pensaci tu. Camminando per le strade di Napoli, o entrando nel duomo, non è difficile incontrare persone che chiedono questo, o quello al loro patrono. Il rapporto che i Napoletani hanno con il loro  Santo è una cosa speciale, particolare e tangibile, non sembra che parlino con un’ entità astratta o superiore.

A dimostrazione dell’importante ruolo rivestito dal santo nella cultura partenopea, basti ricordare le reazioni popolari a Napoli quando il Concilio Vaticano II (1962-1965) riconobbe San Gennaro come Santo minore e quindi destinato al culto locale. In quell’occasione, molti fedeli scrissero sui muri :<< San Genna Futtetenn >> (San Gennaro fregatene).

Per i Napoletani San Gennaro detto anche “Guappone” o “Santo Nuoto”, è un punto fermo della cultura partenopea, il rapporto del Santo con i cittadini lo si vede in maniera chiara nello sketch di Troisi e di Lello Arena, nella Smorfia, quando I due cercano di raccomandarsi il più possibile al Santo screditandosi fra di loro .

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Roberto Saviano
Biografia
Nasce a Napoli il 22 settembre 1979, è giornalista, scrittore e autore di reportage.
Si laurea a in Filosofia presso l’ Università agli studi di “ Federico II di Napoli dove è allievo del Prof. Francesco Barbagallo professore ordinario di Storia Contemporanea e direttore del Dipartimento di Discipline Storiche dell'Università di Napoli Federico II.
Roberto come giornalista Collabora con L'espresso e La Repubblica.
I suoi reportage e racconti sono stati pubblicati da varie testate e sono inclusi in diverse antologie fra cui Best Off. Il meglio delle riviste letterarie

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Paolo Cannavaro nasce a Napoli il 26/06/1981, fratello minore del più famoso Fabio Cannavaro.

Attualmente è il capitano del Napoli, e le sue caratteristiche principali sono: marcatura, anticipo e senso della posizione. Gioca nel ruolo di difensore. Dimostra la sua personalità ed il suo carisma anche nello spogliatoio tenendo la squadra unita.

Cresciuto calcisticamente nel vivaio del Napoli, è un vero scugnizzo napoletano. Debutta in serie B, all’età di 17 anni, con la maglia del Napoli nella partita Verona - Napoli: 0-1.

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Napoli.
Si è detto tanto su questa città martoriata eppure spensierata, ferita ma vitale, offesa da se stessa e dagli altri eppure allegra.Si è lasciato che Napoli divenisse cartolina, poi barzelletta, poi neo sulla faccia della nazione, sempre in bilico fra l’essere Città e l’essere Deserto.

Eppure Napoli ha dato tanto all’Italia.
Per secoli e da secoli è la porta verso il Sud, serbatoio prima della forza-lavoro del neonato regno Savoia e della Repubblica poi, ora incubatrice di menti da esportare, ha dato i natali a personaggi di calibro nazionale (non ultimo il nostro attuale presidente della repubblica) e in campo prettamente artistico si contende il trono di fucina di artisti con Genova e Milano.

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Sono stanca dei luoghi comuni. Voglio cercare qualcosa che vada oltre, che dia un senso, che esprima ciò che c’è dentro le cose. Dietro un’immagine, sotto un titolo, in un nome.
Massimo Troisi.
Non c’è niente da dire che altri non abbiano già detto. Tutti gli hanno riconosciuto il merito di essere diventato il personaggio di se stesso, la migliore espressione di una certa napoletaneità, una specie di eroe romantico del cinema italiano, quello che ancora fa sorridere, piangere, fa pensare. Ho pensato molto a lui, nei giorni dell’anniversario della sua scomparsa, e ogni volta che gli occhi cadono sulla raccolta in dvd dei suoi film, e quando in tv passano gli schetch della mai dimenticata Smorfia, il trio che l’ha fatto conoscere al grande pubblico.

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